giovedì 19 aprile 2012
Pongo la questione
Grazie al Mibac, al Lions Club, al Comune di Cosenza e soprattutto alle celebrazioni per il 150° dell'unità d'Italia, il vallone di Rovito (ovvero la zona che comprende il monumento ai fratelli Bandiera e quel prezioso angolo di verde che guarda lo Spirito Santo, scorcio suggestivo per inquadrare il castello Svevo) è stato di recente pulito, illuminato e attrezzato.
martedì 10 aprile 2012
domenica 8 aprile 2012
venerdì 6 aprile 2012
il 31 m'arzo
Certo c’è la
questione dell’evaporazione del Padre.
Questa immagine, forgiata da un celebre psicanalista francese negli
anni 70, non si riferisce semplicemente alla crisi d‘identità dei padri reali
di cui si occupano più o meno recentemente la sociologia e la psicologia.
Piuttosto fa riferimento alla perdita di
centro, alla caduta dell‘Uno,
alla decapitazione del vertice Ideale -
di matrice edipica - che aveva
strutturato i legami sociali e dato un senso alla vita delle persone.
Parte di te
Seguo da tempo le iniziative dell’Asit e quelle dell’amico
Renzo Bonofiglio. Non ho delega alle politiche della salute o del welfare ma
alla scuola e alla formazione della coscienza civica. Un campo che - spero non
vi stupirà – impatta in modo centrale con le tematiche di questo nuovo centro
di ricerche. Mi spiego meglio. La questione parte nel 2000. Per Invasioni,
quell’anno si trattava di invasioni di filosofia, ospitammo i massimi filosofi
dell’ospitalità (Jacques Derrida,. filosofo della traccia, dello straniero,
etc.) e Jean-Luc Nancy autore di un libriccino intitolato L’intruso (e li intervistammo). La cosa non è per nulla astratta:
Nancy ben presto si accorse che più che di migranti doveva partire dalla sua
esperienza di trapiantato e che l’intruso lo aveva dentro di sé. E più di uno:
prima un cuore di una giovane donna, poi un tumore causato dalle terapie
anti-rigetto. Ecco in poche parole il grado zero dell’ospitalità. E al seguito
le fantasie di immunitas che riguardano numerosi prodotti industriali che
inneggiano al “rafforzamento delle difese immunitarie”, la diffusione di virus nel web, certi
salutismi esasperati al limite della
fobia. Parte di questi materiali sono oggi sul blog partedite.blogspot.com che
è una delle riflessioni preliminari di questo assessorato, che implementeremo
ben presto e sul quale attiveremo iniziative con Asit e questa divisione.
Inaugurazione del centro di ricerche Rene e Trapianti, Ospedale dell'Annunziata, 26 marzo 2012
Cosmai 27 anni dopo
Da qualche mese nella giunta municipale ho delega alla
scuola e alla formazione della coscienza civica.
Delega è parola a me cara, interpreto il ruolo di assessore
come un delegato, come chi riceve da qualcun altro, in questo caso il sindaco,
un mandato ottico: vedo, sento, intervengo per conto di qualcun altro.
E ciò non toglie niente alla mia soggettività, alla mia
formazione, al mio modo di essere, di proporre e di decidere. Aggiunge solo la
questione della fiducia, l’attualità della questione del rapporto fiduciario.
Sappiamo che è questione cruciale. I cittadini hanno sempre meno fiducia nelle
istituzioni, ancor meno nella politica, ancor meno nei partiti. “Fiducia,
questo difficile alfabeto”, diceva uno slogan di una bel manifesto di Paolo
Palma, giornalista, scrittore e - un tempo - parlamentare. Era una citazione di
una poetessa tedesca Hilde Domin, “fiducia, un abc difficile”.
So poco di criminalità, di diritto o di sociologia ma sono chiamata a occuparmi
di questo abc, sono pre-occupata dall’ assottigliarsi di questo ABC, scritto
con un tratto leggero, a matita, facilmente cancellabile.
Verifico, non è una teorizzazione astratta, che la sfiducia
nei confronti delle istituzioni dello stato, è correlata non solo a una
mancanza di cultura della legalità e alla nonchalance con le quali si
diffondono pratiche illegali, ma al misconoscimento di ciò che è pubblico,
dello spazio pubblico, della strada ad esempio. E’ correlata a una crescente
aggressività che – registro – è un dato interclassista.
Non riguarda solo il precariato, il sottoproletariato
urbano, i disoccupati e gli indignati che qualche buon motivo lo hanno per
indignarsi. Riguarda anche la peggiore borghesia di sempre, quella supposta
colta, quella supposta civile. Faccio due es.
(…)
I due aspetti del tempo, logico e etico. A prescindere da
quello etico, Rita Scalise di “Ecologia oggi” sottolinea la diseconomia, l’algoritmo
miope del gettare una carta dal finestrino, dal lasciare il sacchetto fuori dal
cassonetto: qualcun altro dovrà raccoglierli. E’ banale, ma in pochi sembrano
accorgersene.
Ecco dunque il senso di failafila.blogspot.com
Imparare a fare la fila, vuol dire cimentarsi con questo
ABC.
E poi, oggi s’inaugura l’ora legale. La contrapposizione a l’ora
solare occulta la letteralità del sintagma.
E’ arrivato il momento, soprattutto per la Calabria, che l’ora
sia legale per davvero.
(si tratta di una scaletta per un intervento a cui ho
rinunciato, dopo l’intervento toccante di Silvana Palazzo Cosmai)
24 marzo 2012, chiesa
di Santa Maria madre della chiesa, nei pressi della casa circondariale, Cosenza
Di la dallo specchio
Alfredo Pirri, "Passi", Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma (dal 17 marzo 2012)
Un po' per antifrasi, sfogliando il libro di Giacomantonio, mi vengono
in mente i "paracarri" le sculture di Pietro Consagra posizionate
all'inizio del MAB in piazza Fera/Bilotti.
Sculture frontali, come la citta' sognata, mitica, utopica, cui l'
artista ha sempre guardato per la sua crociata contro un certo tipo di
architettura moderna, che escludeva il connubio fra urbanistica, filosofia,
scultura e poesia. Questo della Città frontale e' stato un po' il chiodo fisso
di Consagra. Che, nel ' 69, ci scrisse un libro (De Donato). Citta' frontale,
scultura frontale: che cosa vuol dire? L' artista ha abbandonato la consueta
maniera di guardare una scultura da tutti i lati, preferendo una visione
frontale. Da qui, una sorta di bassorilievo vicino alla pittura.
I punti di vista sono tanti perché ognuno di noi ne ha uno, vi rimane
attaccato e non accetta di cambiare posto …. per guardare da un’altra visuale.
Simone Weil, mistica e matematica,
in modo ancora più radicale, ci ricorda che "il punto non è di
vista".
Nell'attimo fuggente, l'indimenticabile film di Peter Weir del
1989, l'insegnante invita i suoi
studenti a guardare il mondo da una prospettiva diversa da quella usuale e li
fa salire coi piedi sulla cattedra.
Flavio Giacomantonio si situa oltre lo specchio, delle ipocrisie, della
vanità e delle convenzioni. Anche questa
è una mossa da educatore. Di recente ho proposto al mio sindaco, che mi
richiedeva un'azione di sensibilizzazione nei confronti della strada e degli
spazi pubblici, una citazione che credo sia di Maurice Blanchot: "il cielo
comincia all'altezza delle caviglie". Più che una metafora si tratta di
uno spiazzamento derivante da un cambio di punto di vista. E' come se ci
sdraiassimo a terra, come se posizionassimo una telecamera a terra, uno sguardo
dal basso verso l'alto e non viceversa, dall'alto in basso, come troppo spesso
succede.
Presentazione di “Di là dallo specchio. Zibaldone di emozioni e
impressioni” di Flavio Giacomantonio. Venerdì 2 marzo 2012, “Scrittori al
parco degli Enotri”, Rosario di Mendicino.
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